Chi è
Marina Elizalde

“Mi piace definire le mie opere urbane e intuitive.”
“Trovarle tra la temperanza dell’ordine e l’onestà dell’emozione.”
Biografia
Sono nata a Buenos Aires nel 1969 e attualmente vivo e lavoro nel quartiere di San Telmo. Come artista visiva, il mio linguaggio si sviluppa attraverso l’astrazione geometrica, il collage, il colore e l’esplorazione dello spazio.
Definisco le mie opere come pezzi urbani e intuitivi; in ognuna di esse cerco e trovo la temperanza dell’ordine e l’onestà dell’emozione.
Statement
Abitare è un atto di creazione, un dialogo costante tra l’individuo e lo spazio che lo circonda. Nei miei dipinti esamino l’intersezione tra l’urbano e il personale, dove i paesaggi urbani diventano mappe della memoria e dell’emozione.
Mi affascinano i modi in cui le città si dispiegano, con i loro rumori e silenzi, i loro spazi abitati e disabitati. Attraverso le mie opere cerco di scoprire i segreti e le storie nascosti in ogni angolo, e di proiettare il mio mondo ideale.
Il mio punto di partenza è sempre la città. Cammino e mi soffermo sui suoi dettagli: l’incrocio tra gli edifici, il cielo riflesso nelle finestre, la solidità dell’asfalto, le luci e le ombre agli angoli delle strade. Poi lascio che quelle forme e quelle texture si depositino sulla tela.
Dipingo ciò che vedo, ma soprattutto ciò che percepisco, ciò che sento lungo quel percorso attento. La mia intuizione guida il mio pennello. I colori non li scelgo io, sono loro a trovarmi. E così attraverso a modo mio la struttura della città con la sensibilità dei pigmenti.
All’intersezione tra la geometria e la città trovo un linguaggio visivo che rivela l’essenza degli spazi urbani. Luci e ombre danno vita alle mie composizioni, create a partire dai colori primari. Ogni opera è un frammento della metropoli, reinterpretata attraverso l’astrazione geometrica: un ritaglio della città visto attraverso la forma e il colore.